Personaggi illustri di Livorno

In virtù del suo dinamismo intellettuale, Livorno ha fornito al panorama artistico e culturale internazionale uomini di grandissima levatura che hanno contribuito alla costruzione di una storia dell'arte e della cultura europea.

La sensibilità lirica di Pietro Mascagni

Pietro Mascagni

Nasce a Livorno il 7 dicembre 1863. Il giovane Mascagni sogna di fare ilcompositore e affianca agli studi umanistici quelli musicali: studia pianoforte e canta come contralto nella Schola Cantorum della chiesa di San Benedetto e, tre anni dopo, intraprende studi musicali più regolari e diviene allievo di Alfredo Soffredini, fondatore dell'Istituto Musicale Livornese. 

Nel 1880 Mascagni compone le sue prime pagine sinfoniche e sacre, "Sinfonia in fa maggiore", "Elegia" per soprano, violino e pianoforte, "Ave Maria" per soprano e pianoforte, "Pater Noster" per soprano e quintetto d'archi.

Nel 1881 viene eseguita a Livorno la sua cantata "In filanda" a quattro voci soliste e a piena orchestra e scrive la cantata "Alla gioia" sul testo di Schiller tradotto da Andrea Maffei .
Nel 1929 viene inaugurata la Reale Accademia d'Italia, fra le personalità insignite dell'ambito titolo, accanto a Guglielmo Marconi, a Luigi Pirandello, a Enrico Fermi, a Gabriele D'Annunzio c'è Pietro Mascagni. 

Nel 1940 per il cinquantenario di "Cavalleria Rusticana" Mascagni utilizzando le nuove tecnologie, incide l'opera in disco aumentando la sua popolarità.
Nel 1945, il 2 agosto, nella camera del suo appartamento all'Hotel Plaza di Roma (sua residenza stabile dal 1927) Mascagni muore. 

L'esperienza pittorica del macchiaiolo Giovanni Fattori

Giovanni Fattori - ritratto

Giovanni Fattori nasce a Livorno il 6 settembre 1825. Dopo aver studiato con G. Baldini a Livorno, nel 1846 si trasferisce a Firenze presso pittori.

A Firenze, nel 1847, Giovanni diventa allievo di Giuseppe Bezzuoli (autore di grandi quadri storico-romantici). Il 1848 vede Giovanni Fattori coinvolto nei moti risorgimentali, con il compito, modesto ma pericoloso, di fattorino del Partito d'Azione, ossia di distributore di fogli "incendiari". L'anno seguente assiste all'assedio di Livorno che lascerà in lui un'impressione indelebile.

La sua svolta fu l'incontro con Nino Costa nel 1859. Costa lo spinge a concorrere al premio Ricasoli sulle battaglie risorgimentali che vincerà. La sua tecnica pittorica identificata con la macchia (da cui la scuola dei macchiaioli) irrompe in tutti i quadri per cui diventa famoso sia in Italia che all'Estero.

I concorsi a premio erano all'epoca una normale maniera di farsi notare. Nel 1869 diventa professore alle Belle Arti di Firenze e nel 1886 entra all'Accademia come titolare della cattedra di disegno. I suoi quadri viaggiano in tutti gli angoli del mondo e dovunque vengono premiati. Il 30 agosto 1908 si spegne a Firenze.

Il genio di Amedeo Modigliani

Curiosità

Forse non tutti sanno che Amedeo Modigliani era, per l'epoca, un tipico bohémien un po' effemminato e bevitore incallito.

Su consiglio di un amico venne invogliato ad aprire uno studio vicino alle Cave di Marmo di Carrara, ma gli mancava troppo Parigi, dove rientrò e ci visse per altri 10 anni.

Se ne andò pronunciando la celebre frase: "sto andando a bere la mia morte", e così fu', morì di meningite a soli 35 anni.

L'ultima delle sue amanti rimase sola e incinta, si suicidò il pomeriggio stesso della morte di Modigliani.

Amedeo Modigliani nasce a Livorno nel 1884 e compie i primi studi presso lo studio di Guglielmo Micheli.

Nel 1902 Modigliani frequenta la Scuola Libera del Nudo presso l'Accademia di Firenze, sotto la guida di Giovanni Fattori. Dalla seconda metà dello stesso anno si trasferisce a Venezia, per studiare all'Accademia di Belle Arti. Qui, in occasione delle successive edizioni della Biennale, si trova a tu per tu con la grande arte francese di fine secolo: gli impressionisti, Toulouse-Lautrec, Eugène Carrière. 

L'impressione suscitata da questo incontro nel 1906 spinge Modigliani a trasferirsi a Parigi. Nella capitale mondiale dell'arte entra immediatamente in contatto con l'ambiente artistico di Montmartre, dove spiccano personaggi come Pablo Picasso, André Salmon e Max Jacob.
teste di donna e alcuni nudi, definiti "cariatidi". Sette di queste vengono presentate al Salon d'Automne del 1912. 

Attorno alla fine del 1914, a causa delle precarie condizioni di salute e della difficoltà a reperire la pietra, Modigliani smette con la scultura e si dedica interamente alla pittura. Soggetti preferiti sono il ritratto e il nudo di donna. Già nel 1915 lo stile può dirsi ormai maturo, con i volti di forma ovale e i caratteristici colli lunghi.

Altro soggetto dei ritratti è il poeta polacco Leopold Zborowski, che diventa suo mercante. Grazie a lui, nel 1917, presso la Galleria Berthe Weill, viene presentato il ciclo dei nudi femminili distesi, che suscita molto scandalo.

Amedeo Modigliani muore in ospedale il 24 Gennaio 1920.